Tradizionalmente i motivi venivano disegnati a mano su tavole come quella qui sotto e poi riprodotti nodo per nodo. Oggi i motivi dei tappeti si realizzano in digitale e si stampano.
Esistono due tipi di motivi fondamentalmente diversi: i disegni dei tappeti possono riempire tutto il campo con un motivo che si ripete oppure svilupparsi attorno a un medaglione dominante.
I tappeti con un motivo che si ripete senza interruzioni vengono definiti anche a motivo continuo o all-over design.
Uno dei motivi più antichi e originari è il cosiddetto motivo Herati. È formato da un rombo con elementi floreali agli angoli, circondato da foglie lanceolate, dette a volte anche mahi (in farsi «pesce»).
Ancora oggi il motivo Herati viene annodato in quasi tutti i centri di annodatura persiani e dalle tribù nomadi dell'Iran.
Un altro motivo che ha avuto ampia diffusione è il motivo Harshang, detto anche motivo a granchio, usato per la prima volta nel distretto persiano del Khorasan e composto da palmette simili a granchi con le chele aperte.
L'antico motivo Boteh si diffuse rapidamente in tutta la Persia e in India. Insieme al motivo Herati è uno dei motivi più comuni del tappeto orientale. Lo si incontra soprattutto nei tappeti caucasici e persiani. Si tratta di un motivo sinuoso a forma di mandorla, disposto in verticale e riconoscibile subito dalla punta ripiegata. In Europa questo motivo, dalla caratteristica forma di rene, ha dato origine al motivo Paisley. Spesso la forma è stata letta come una fiamma – legata al culto del fuoco dei Parsi, i seguaci della dottrina di Zarathustra – oppure come una foglia di palma ripiegata. Con ogni probabilità, però, il motivo nasce dalla raffigurazione di un cipresso, che ha avuto un ruolo importante in molti ambiti dell'arte persiana. Il motivo Boteh si trova nelle disposizioni più diverse, in uno stile curvilineo oppure rettilineo.
Le prime testimonianze dell'uso di medaglioni centrali in motivi simmetrici risalgono a manoscritti persiani del 15° secolo; intorno al 16° secolo l'elemento entrò poi nei motivi dei tappeti.
I classici primi tappeti Tabriz a medaglione di quell'epoca erano ornati da splendidi medaglioni di grande formato, sovrapposti o incorniciati da spirali floreali dal disegno raffinato.

La tradizione del medaglione è proseguita nei secoli e viene interpretata sia in forme sinuose – come in molti tappeti annodati a Tabriz – sia in forme rettilinee, come accade nei tappeti di Heriz o Kazak. Non solo in Persia, ma anche in Anatolia e nel Caucaso i medaglioni si usano ancora oggi, anche se qui dominano soprattutto le forme geometriche. Nella grande maggioranza dei casi il medaglione si trova al centro del tappeto. Più di rado se ne incontrano anche diversi, disposti uno sopra l'altro.
Pittogrammi
Nel 18° e nel 19° secolo alcune manifatture si allontanarono dai motivi astratti e scelsero soggetti tratti dalla prosa e dalla poesia classiche. Scene di caccia, di vita di corte o motivi mitologici venivano tessuti e annodati in lana e seta, e i tappeti più fini consentono raffigurazioni più elaborate e precise.
Le manifatture della città iraniana di Kerman (o anche Kerman) erano particolarmente abili nel rappresentare scene naturalistiche complesse e traevano spesso ispirazione da opere d'arte occidentali.

I pittogrammi moderni, in particolare quelli afghani, mostrano spesso armi o altri simboli dei conflitti armati che proseguono nella regione.
Albero della vita
Molto diffuso è l' Albero della vita. Rappresenta la vita eterna ed è un tema centrale nella mitologia e nella religione. Gli alberi crescono dalla base del campo e riempiono il resto del tappeto con rami verdi ornati di fiori o uccelli. Spesso ai piedi dell'albero è raffigurato un corso d'acqua o una vasca con animali che vi si abbeverano. L'albero stesso simboleggia il legame tra cielo, terra e mondo sotterraneo.

Il motivo del giardino del paradiso è tipico dell'epoca safavide. I tappeti giardino del paradiso sono ornati da una raffigurazione stilizzata e geometrizzata di un tradizionale giardino persiano, con piante e alberi dal disegno minuto. La parola greca Paradeisos risale al termine medio-persiano pardēs. In origine indicava i giardini reali persiani e solo in ambito biblico ha assunto la connotazione di giardino di Dio. I giardini reali, fertili e ricchi d'arte, ospitavano piante e animali esotici di ogni sorta ed erano circondati da un muro, simbolo della separazione tra cielo e terra. I giardini persiani del paradiso avevano forma rettangolare, con un fiume o uno specchio d'acqua che correva da nord a sud e da est a ovest formando una croce che divideva il giardino in quattro settori. Anche nei tappeti che raffigurano giardini del paradiso, la rappresentazione dell'acqua – bene preziosissimo nelle regioni aride – ha un ruolo di primo piano.
Nicchia di preghiera (Mehrab o Mihrab)
Nel cosiddetto motivo Mehrab o Mihrab è raffigurata la nicchia di preghiera islamica, che indica la direzione della preghiera, qibla ovvero la direzione della Mecca nelle moschee. Tradizionalmente i tappeti con il motivo Mihrab vengono usati dai musulmani per pregare e sono quindi particolarmente preziosi.
