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Tappeto Kashmir | 399 x 78 cm | Nr. Z-2659

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Tappeto Kashmir

Maestria artigianale ed eleganza intramontabile si incontrano in questo tappeto nei toni rosa antico e rosa. Con circa 360.000 nodi per m² la lavorazione è di conseguenza impegnativa, come si riconosce dal disegno preciso e dai dettagli finemente eseguiti. I suoi 399 × 78 cm lo rendono una passatoia per l'ingresso. Anche accanto al letto fa un'ottima figura. Colori e struttura regalano a ogni ambiente un tocco accogliente ed esclusivo – un pezzo unico destinato a durare negli anni.

Tempi di consegna 2 giorni
Origine Kashmir
Dimensioni 399 cm x 78 cm (= 3.11 m²)
Lavorazione annodato a mano
Materiale Vello: cotone mercerizzato
Trama & ordito: cotone
Nodi 360.000
Anno di produzione 2000
Condizioni usato, ma in ottime condizioni (lavato e restaurato)
Edizione pezzo unico

Origine

La regione montuosa del Kashmir, nell'Himalaya, è divisa: un terzo appartiene al Pakistan come provincia, mentre gli altri due terzi formano lo stato federato "Jammu e Kashmir", che fa parte dell'India. La popolazione dello stato federato più grande è in prevalenza musulmana e aspira all'indipendenza. I tappeti annodati a mano provengono esclusivamente dalla parte indiana del Kashmir e nascono soprattutto nella capitale provinciale Srinagar e nei suoi dintorni. Celebri sono i tappeti in seta del Kashmir, che vengono realizzati di norma su un tessuto di fondo in cotone.

I colori dei tappeti Kashmir sono piuttosto sobri, mentre i motivi sono influenzati dai tradizionali disegni persiani. È una tradizione antica: un tempo gli imperatori moghul (1526-1857) chiamarono annodatori persiani alla loro corte in India. Per questo si parla anche di stile indo-persiano. Secondo un'altra leggenda, invece, nel 1398 il sultano del Kashmir, tenuto al tributo, dovette inviare il proprio figlio come ostaggio a Timur Lenk (Tamerlano) a Samarcanda. Qui il giovane principe conobbe l'arte dell'annodatura e, dopo il suo ritorno, la introdusse in Kashmir con annodatori di Samarcanda.

Materiale

Il vello di questo tappeto Kashmir è realizzato in cotone mercerizzato. Il cotone è composto da fibre lucide, piene di linfa cellulare. Quando dopo la raccolta la linfa si asciuga, la superficie della fibra si incurva e, per effetto della rifrazione della luce che ne deriva, perde la sua lucentezza. Verso la metà del 19° secolo John Mercer inventò il procedimento che da lui prende il nome, la mercerizzazione. Nel corso della mercerizzazione il cotone, mantenuto in tensione in una soluzione fredda e concentrata di idrossido di sodio, acquisisce una struttura fibrosa nuova e più pregiata. Il cotone mercerizzato ha fibre più corte, con una sezione trasversale rotonda. Il tessuto così nobilitato non si restringe più ed è molto stabile nella forma. Grazie alla diversa rifrazione della luce, la fibra assume una lucentezza setosa. Il cotone mercerizzato, inoltre, assorbe il colore più facilmente ed è molto più resistente allo strappo del cotone originario. Poiché la mercerizzazione è complessa e costosa, con questo procedimento vengono nobilitate esclusivamente fibre di cotone di alta qualità. Per la lucentezza setosa del filato, il cotone mercerizzato – come la viscosa – viene spesso chiamato "seta artificiale". La denominazione colloquiale "seta artificiale" non è però ammessa ai sensi della legge tedesca sull'etichettatura dei tessili (TKG).

Le trame e gli orditi di questo tappeto Kashmir sono in cotone. Questo materiale versatile è resistente allo strappo ed elastico, quindi particolarmente adatto a un tessuto di fondo robusto.

Condizioni

Questo tappeto Kashmir ha una storia. È stato annodato intorno al 2000. L'abbiamo lavato a fondo e restaurato con cura. Per questo – nonostante l'età – è in condizioni molto buone.